Notizie dalla …Spagna

Parliamo di film su …Il Cammino di Santiago

Lstoria del cammino di Santiago nasce dal mito dell’apostolo Giacomo il Maggiore, uno dei dodici apostoli, le cui spoglie secondo la leggenda sono nella regione della Galizia, luogo ove l’apostolo Giacomo, dopo l’ascesa al cielo di Gesù, iniziò la sua opera di evangelizzazione della Spagna. Rientrato in Palestina fu poi decapitato intorno all’anno 44 d.C. e per volontà dei suoi discepoli il suo corpo fu quindi trasportato in Galizia presso Iria Flavia, il porto più importante della Spagna, tramite una barca guidata da un angelo e fu sepolto in un bosco nei dintorni.

Non è facile riassumere ciò che il “Cammino di Santiago” rappresenta poiché per ciascun pellegrino esso assume un significato diverso. Data la profondità dell’argomento, la filmografia è vasta ma moltissimi sono documentari. Quel che accomuna film e documentari sono i paesaggi rudi e inviolati, i luoghi impervi e i dolci declivi, la strada che “accoglie” e invita a proseguire un passo dopo l’altro, sintesi perfetta per trovare alla fine, forse, le risposte alle proprie domande. Quelle stesse che nei millenni ciascuno si è posto.


Abbiamo selezionato due film che, nella loro apparente diversità, ci condurranno virtualmente lungo un cammino introspettivo, una sorta di viaggio di autoguarigione verso quella ricerca interiore che chiunque affronti il Cammino di Santiago compie accompagnato da nessun altro se non se stesso.

Spegniamo la luce, mettiamoci comodi sul divano sgranocchiando pop corn e patatine, o mangiando un gelato se fa caldo, e prepariamoci a “camminare” a nostra volta.

IL CAMMINO PER SANTIAGO (titolo originale: The Way)

Film drammatico del 2010. Scritto, prodotto, diretto ed interpretato da Emilio Estevez insieme al padre, l’attore Martin Sheen. Dedicato al nonno, il film si basa sui racconti tratti dal libro “Off the Road: a Modern-day Walk Down the Pilgrim’s Route into Spain” di Jack Hitt (non tradotto, fino ad ora, in italiano).

Narra la storia di Tom, oculista californiano, che si reca in Francia per recuperare il corpo del suo unico figlio Daniel, morto sui Pirenei durante il pellegrinaggio, a piedi, lungo il cammino di Santiago. Tom non è un cattolico praticante ma intraprende a sua volta il cammino portando con sé lo zaino di Daniel e l’urna cineraria contenente le sue ceneri: in tal modo vuole consentire al figlio di realizzare il suo sogno di raggiungere Santiago. Durante il viaggio, lungo 800 km, Tom incontra altri pellegrini e stringe un’amicizia insolita con tre di loro, ciascuno diverso e particolare: Joost, un olandese che ha intrapreso il cammino per perdere peso; Sarah, una bella donna canadese che afferma di voler smettere di fumare, ma il cui vero motivo che la porta lungo il Cammino è un trauma esistenziale; Jack, scrittore irlandese in cerca di ispirazione che alla fine racconterà in un libro le storie dei suoi compagni di viaggio. Due i temi emergenti sono entrambi indissolubilmente legati ad un unico filo: la vita, ovvero quella che viviamo e quella che scegliamo di vivere. Giunti al santuario i quattro ormai amici decidono di proseguire e Tom, che ha finalmente compreso le profonde motivazioni del figlio comprendendone a posteriori la visione della vita, giungerà all’oceano per buttarvi le ceneri e sentirsi finalmente sereno e pronto a tornare a casa.

TI PORTO IO (titolo originale: I’ll push you)

Più che un film è un documentario-avventura. Uscito nel 2017, racconta la storia di due amici (che sono i protagonisti) in un viaggio che narra la storia dell’amicizia, ne esplora i meandri entrando nella normalità e sconvolgendone i parametri poiché nulla è più normale di ciò che normale non è. Non secondo il significato più diffuso. Nel documentario, per la regia di Chris Karcher e Terry Parish, Patrick accetta di portare il suo migliore amico Justin che vive in carrozzella a causa di una malattia neurologica, lungo il Cammino di Santiago. Percorreranno insieme gli 800 chilometri, affrontando una sfida epica e intensa, laddove lo “spingere” non è solo quello dell’amico che spinge la carrozzina, ma è la spinta immensa a vivere migliorandosi a vicenda. L’amicizia è in fondo questo: un “do ut des” senza bilancino, uno scambio reciproco, ciascuno spostando l’angolazione della sua personale visuale e prospettiva della vita. Nel loro viaggio non c’è solo l’amicizia: c’è la tenacia, c’è il dolore, c’è la perseveranza, c’è la comprensione, c’è il coraggio e la dignità poiché si è più forti insieme che da soli. Il traguardo finale non sarà una nota nel Guinness dei primati ma una profonda e costruttiva riflessione sul senso della vita.

Ecco tante proposte per effettuare il Cammino di Santiago con qualche comodità in più!

Qui tutti i percorsi possibili …